La migliore canzone sul poker
No, non è il Gambler. La mia canzone preferita sul poker è The Card Cheat dei Clash. Tratta dal loro album più importante “London Calling”, questa canzone è un ottimo esempio di quanto i Clash fossero grandi.
Erano tanto punk quanto qualsiasi ragazzino inglese di strada, ma si erano confinato entro gli standard di quel genere musicale; per l’intera canzone viene strimpellata una sola corda di chitarra.
Questa canzone racconta la storia di un giocatore di carte che gioca il suo ultimo trucco al tavolo.
Dopo, sospetto io, aver imbrogliato per arrivare ad un tavolo di poker importante, l’imbroglione viene beccato da un dealer e viene fatta giustizia immediatamente. Gli sparano.
La canzone si concentra alcuni secondi sulla sua morte mentre giace agonizzante. La sua solitudine, la futilità della vita che ha condotto sembrano il soggetto principale della canzone.
La fine della canzone confonde un po’, ma io credo che sia il tentativo di disegnare un parallelo tra la situazione di solitudine, di morte senza senso di un imbroglione, con la morte di coloro che vivono la loro vita armati in un conflitto per ideali di cui non sono realmente consapevoli. Come dice Strummer “al servizio del re”.
Le trombe squillanti aggiungono qualcosa di particolare al brano. Ma il giocatore viene ritratto come una figura rispettabile la cui vita nondimeno finisce in maniera futile. Sembra che vogliano farci vedere il soldato nella stessa maniera.
Dovrebbe essere rispettato e celebrato ma si deve anche riconoscere che le ragioni della sua morte lasciano solo “un uomo solo che piange e mi sostiene”. Scaricate la canzone se non l’avete mai sentita e date un’occhiata al testo. La mia interpretazione potrebbe essere completamente sbagliata ma mi sembra abbastanza ragionevole. A parte tutto, è una bella canzone da ascoltare.